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Una parola nuova: “Sangha”

Hello Bananas,

oggi ho voglia di riflettere a voce alta con voi.

In questo 2020 che ci disconnette gli uni dagli altri mi sono domandata qual è il senso di comunità per me e sono incappata in una parola cara ai Buddhisti, “Sangha”.

Wikipedia dice:

Saṃgha anche saṅgha (sanscrito e pāli; in scrittura devanāgarī: संघcinese: 僧伽 pinyinsēngqiécoreano: 승가seunggagiapponese: 僧伽 sōgyatibetanodge-‘dun) è il termine sanscrito e pāli che indica, nel suo più ampio significato, la comunità delle quattro assemblee (sanscrito: pariṣad; pāli: parisā) dei monaci (sanscrito bhikṣu; pāli bhikkhu) e delle monache (sanscrito bhikṣuṇī, pāli bhikkhunī), dei laici (upāsaka) e delle laiche (upāsikā) buddhiste[1]; nella sua accezione più stretta tale termine indica la sola comunità monastica…”

Nel libro dove avevo trovato questa parola per la prima volta si parla di “spiritual community”; la pagina di Wikipedia non è riuscita a chiarirmi l’uso quasi colloquiale di questo termine.

È il sito Buddhismo Urbino che mi spiega il significato di “Sangha” in un modo semplice ma che mi permette di sentirla una parola mia, da poter utilizzare e condividere:

“Nel Dharma c’è l’idea di ritorno: ritornare a Casa, ritornare presso di sè che significa fare l’esperienza della natura della nostra mente-esperienza. La proposta è di effettuare questo viaggio avendo una guida (il Buddha), una mappa (il Dharma), ma anche dei compagni di viaggio che formano appunto il Sangha. Il termine Sangha designa appunto una comunità, una tribù formata da chi, come noi, vuole tornare a casa e gustare la beatitudine del Risveglio…”

Trovo di una poesia stupenda, proprio in questo 2020, l’incontro e il sostegno reciproco di un gruppo di persone alla ricerca della condivisione per arrivare al Risveglio, per aiutarsi e sostenersi nelle difficoltà quotidiane della pratica.

Quindi non facciamo tutti parte del nostro piccolo “Sangha”?

Magari il Risveglio e la pratica spirituale non sono i nostri primi obiettivi, ma il senso non è forse la condivisione di intenti, di un obiettivo comune?

Forse io e i miei allievi costituiamo una comunità, un piccolo Sangha che cerca il benessere di corpo e mente attraverso lo Yoga.

 

E voi vi siete fatti un’idea su “Sangha”?

Avete altre parole da suggerire?

 

A presto.

Namastè

G.

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